Appia fest 2019

Ci risiamo.
Finalmente si torna in campo e finalmente si gioca insieme in una squadra figlia di un UNDER 8 vogliosa e di UNDER 10 decisa a riconfermarsi nonostante i “pezzi grossi” passati nella categoria superiore. C’è tanta voglia di giocare, di mettere in pratica quello che si sta imparando e soprattutto di divertirsi con gli altri piccoli rinoceronti. In macchina si scommette sulla prima meta, sul record di placcaggi e intanto dai prati dell’Appia si cominciano a intravedere gli archi dei ruderi che circondano i campi.
Nemmeno il tempo di allacciare gli scarpini e salutare il coach che già la Lazio è lì pronta a calciare e allora si comincia e si comincia bene. I Rinos sono determinati e non mollano un centimetro, placcano, strappano, riconquistano e senza troppi affanni si regalano un bel 7 a 0 tondo tondo. Al di là del punteggio la prova in campo trasmette subito tanta fiducia specie sulle potenzialità difensive di un collettivo che entra già alla prima partita al gran completo (merito del coach che sapientemente fa ruotare i grandi con i piccoli permettendo a tutti i genitori di perdere la voce in modo uniforme).
Partita finita e giocano gli altri del girone ovvero Frascati e Napoli. Alla fine vince Napoli che è forte e gioca bene (ma non è imbattibile) e Frascati esce dal campo con onore.
Tutto questo mentre i nostri cuccioli ipercinetici vedono frammenti di partita, studiano gli avversari, e poi si sfidano a passaggi col pallone, ad acchiapparella, a braccio di ferro, a dito d’acciaio e a qualsiasi altra competizione possibile nello stretto spazio compreso fra i campi da gioco.
I genitori scrutano l’orizzonte in cerca di un caffè e del responsabile che li avverta del prossimo incontro e così arriva… Prima il caffè e poi il responsabile.
Si ritorna tra i cinesini stavolta contro il Frascati che conferma di essere più solido in difesa della Lazio, ma non passa molto che si aprono le danze per il RNS. I castellani provano a rimettere il punteggio in parità sfondando al centro e poi provandoci dall’esterno ma c’è un muro davanti e non si passa e dopo ogni contatto il pallone ripassa a noi e si rimette in moto il GOLEM che al centro si trascina gli avversari verso la loro meta e appena ha il prato libero parte al galoppo per saltare felice oltre la linea.
Alla fine il Frascati la nostra di linea non riesca mai a vederla e la partita finisce 5 a 0 . La convinzione dei rinos cresce in modo inversamente proporzionale alla voce di qualche papà che ormai ricorda chiaramente quella di Pannofino.
Tutto bello, temperatura splendida, una lieve brezza che di tanto in tanto rende piacevole anche la permanenza in una lingua di prato larga poco più di due metri, ma proprio il sole ci ricorda che si sta avvicinando l’ultima partita di qualifica contro il team partenope che intanto si è sbarazzato della Lazio e rappresenta l’ultimo ostacolo alla leadership del girone.
I genitori provano a caricare i Rinos, ma loro non ne hanno bisogno perché sanno quello che devono fare contro una squadra che ha un paio di individualità evidenti e un bel gioco: giocare ordinati e concentrati.
E lo fanno!
Il Napoli capisce subito che non hanno tempo di ragionare e trovare gli spazi lasciati in precedenza da Lazio e Frascati perché il RNS non gliene lascia mezzo. Non c’è spazio per nulla e per nessuno, nemmeno per fare una foto, sono bravissimi e si portano sul 4 a 0. Ora un po’ di spazio c’è e si tenta la prova del fuoco dei piccoli tutti insieme per 5 minuti, ma pagano l’inesperienza e pur lottando cedono le prime 2 mete del torneo. Poco male perché mancano 2 minuti e rientrano i “grossi” che ristabiliscono le gerarchie e si portano a casa una stupenda vittoria per 5 a 2 che li consacra stameritatamente primi del girone.
La direzione ci informa che dovremo aspettare la fine dei gironi e le partite per i piazzamenti sotto il podio prima di vedere di nuovo le belve in campo e allora c’è tempo per un po’ di relax e mangiare un boccone visto che il sole è alto e lo stomaco brontola.
Trascorre più di un’ora e da sotto al gazebo ci accorgiamo che qualche nuvola si affaccia all’orizzonte, il sole non scalda più come col Napoli, l’aria è più fredda e i muscoli, forse anche qualche cuore, ne risentono.
Ad attendere in campo i nostri piccoli eroi ci sono i padroni di casa dell’Appia che hanno dimostrato di essere massicci come i ruderi tra cui si allenano. La partita lascia il campo ad una vera battaglia dove i nostri avversari (animati da un’innegabile quanto “ineducata” foga agonistica) fanno subito un break di 2 mete e sembrano avere la partita in pugno. Ma lì esce fuori il coraggio e nonostante contatti proibiti e la differenza di peso riusciamo ad andare in meta. Fuori dal campo i piccoli incitano e scalpitano perché vogliono combattere pure loro e il coach li premia gettandoli nella mischia. Non si risparmiano e a fine partita, nonostante le lacrime e la sconfitta per 3 a 1, è proprio lui che li loda insieme ai più bravi dei grandi per averci messo le cose più importanti: VOGLIA e CORAGGIO.
La voce dei papà ormai è ai minimi storici dai mondiali del 2006, mentre le mamme dimostrano una volta ancora la loro superiorità genetica riuscendo a gridare in modo convincente anche nella finalina per il 3° e 4° posto contro la Capitolina che ci regala un’amara beffa all’ultimo minuto in cui si concedono 2 mete di pura ingenuità e che purtroppo vanificano il bel recupero fatto prima dallo 0 a 2 fino al 3 a 2.
Finisce 3 a 4 per i capitolini e siamo quarti.
Ormai il sole sta calando ed alcuni papà scappano via salutandosi come a un meeting di imitatori di Califano.
La giornata è stata impegnativa, in alcuni momenti esaltante ed in altri un po’ meno, ma torniamo a casa tutti con l’assoluta convinzione che questo è solo l’inizio perché, al di là delle sconfitte e dei momenti bui, abbiamo visto un gruppo di giovani ometti, tutti fratelli, che si stanno allenando bene, che hanno voglia e grinta da vendere e che, se riusciranno a spazzare via qualche nuvola della passata stagione, potranno togliersi molti sassolini dagli scarpini.
Antimo